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Albergopoli a Venezia, la mente è padovana
In manette il “dominus” delle mazzette Antonio Bertoncello, geometra di Cittadella

VENEZIA. Sette arresti per concussione e corruzione. In carcere due dipendenti e due vigili urbani del Comune di Venezia, un funzionario e un consigliere della Commissione Salvaguardia. Dietro le sbarre anche la mente della «cricca», il geometra di origini padovane e residente al Lido Antonio Bertoncello, capace di mettere in piedi un «efficace e capillare sistema corruttivo». Parole, queste, usate dal procuratore aggiunto Carlo Mastelloni che assieme alla collega Paola Tonini ha coordinato le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza.
Antonio Bertoncello è un geometra di 44 anni nato a Cittadella e residente al Lido. Fino al 2004 è un signor nessuno. Un geometra come tanti che si occupa di pratiche edilizie.

Quell’anno segna la svolta, per la sua attività e soprattutto per i suoi affari. Non si capisce bene perché ma il geometra che ha trascorso la gioventù a Malamocco e ha sposato Francesca Sforza, pure lei indagata, riesce mettere in piedi un sistema per «agevolare» chi in centro storico deve fare i conti con vari uffici quando si tratta di intervenire per ottenere concessioni edilizie, approvare progetti e ottenere controlli «morbidi» della polizia locale.

Naturalmente chi si rivolge a lui sa di pagare di più, ma poco importa se poi fa risparmiare tempo e garantisce il risultato pur in una città dai mille vincoli e dai tempi lunghi. Il «sistema Bertoncello» può contare su poche persone ma nei punti giusti. Negli uffici del settore Edilizia privata i suoi uomini sono Angelo Dall’Acqua, 58 anni, che abita in centro storico e Rudi Zanella, 35, del Lido. In commissione salvaguardia si affida a Tullio Cambruzzi, 62 anni, che risiede in centro storico e a Luca Vezzà, 37, pure lui del Lido. Il primo consigliere della Commissione, il secondo funzionario della stessa.

E per finire c’era l’apporto dei due agenti della polizia locale in servizio a San Marco. Si tratta di Michele Dal Missier, 34 anni, e di Andrea Badalin, 39. Il primo abita in centro storico e il secondo a Mestre. Mentre i primi quattro venivano pagati direttamente da Bertoncello per i loro servigi i due agenti lavoravano in proprio e all’occorrenza collaboravano col geometra. Chiedevano i soldi direttamente ai proprietari delle strutture. Le tangenti variavano dai 1000 ai 4000 euro.

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