Tarantini non sono escort solo amiche

patrizia-daddario-9“Da Berlusconi ho portato solo amiche”
“Avendo ricevuto inviti” da parte del presidente Silvio Berlusconi “ho ritenuto di farmi accompagnare da alcune mie amiche per fare bella figura e mettermi in evidenza. Non ho mai corrisposto soldi a chi mi accompagnava se non per rifondere le spese di viaggio e di soggiorno”: lo ha detto Giampaolo Tarantini all’Ansa a proposito dei suoi rapporti con le donne che hanno detto di averlo accompagnato a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa per denaro.

Mi scuso con Berlusconi
“Non c’è nessuna verità nelle ricostruzioni dei fatti accreditate da certi giornali con il palese ed esclusivo intento di denigrare il presidente del Consiglio al quale voglio chiedere pubblicamente scusa per averlo involontariamente danneggiato”, continua ancora Tarantini parlando delle notizie diffuse per l’inchiesta in corso a Bari su un giro di donne che egli avrebbe condotto, a pagamento, a feste e cene in residenze di Silvio Berlusconi.

Tarantini vuole togliere da sè l’accusa di aver condotto donne, a pagamento, a cene e feste del presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, e chiedere “pubblicamente scusa” al premier “per averlo involontariamente danneggiato”. “Per riportare questa vicenda nei suoi reali confini”, Tarantini racconta di aver conosciuto nell’agosto 2008 il presidente del Consiglio, “a cui – dice – ho sempre prestato ammirazione e stima”.

Dice di non aver dato soldi alle “amiche” che lo accompagnavano a incontri conviviali con Berlusconi, ma di aver loro rimborsato solo le spese di viaggio e di soggiorno. “E’ assolutamente fuori discussione – sottolinea – che il presidente Berlusconi possa essere stato a conoscenza di questi miei rimborsi”. Tarantini ci tiene anche ad assicurare di non aver tratto “alcun vantaggio economico” nè per sè nè per la propria attività imprenditoriale dalla “recentissima conoscenza col presidente Berlusconi” e afferma di aver ricevuto “gravi danni” alla propria immagine imprenditoriale e alle società che ha ceduto al fratello, “ormai posto anch’egli in condizioni di non poter operare a causa della revoca dei mandati da parte di alcune ditte fornitrici”.

“La diffusione di notizie assurde sulla mia vita privata – continua Tarantini – sta distruggendo la mia famiglia, mia moglie e le mie due figlie”. “Non c’è quindi nessuna verità – conclude – nella ricostruzione dei fatti accreditati da certi giornali con il palese ed esclusivo intento di denigrare il presidente del consiglio al quale voglio chiedere pubblicamente scusa per averlo involontariamente danneggiato”.
da tgcom.it

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