Terrence Malik con The Tree Of Life vince la palma d’oro tutti i premi

“Malik” conquista Cannes, italiani senza premi: delusione per Sorrentino

Jane Fonda consegna la Palma d’oro del 64° Festival del Film di Cannes a Terrence Malick, anzi ai produttori di The Tree of Life, ovviamente il regista de I giorni del cielo (premiato a Cannes per la regia nel 1978) non si è presentato sul palco della sala Lumière. Delusione per Paolo Sorrentino e per l’Italia, che negli ultimi giorni di kermesse ci stavano credendo, vista la buona accoglienza della stampa per This Must Be the Place. Nemmeno Moretti ha convinto la giuria presieduta da Robert De Niro, accolto da una standing ovation, “è stata una bellissima esperienza”, dice ai microfoni di Canal Plus sul red carpet, in sala invece imposta un discorso in francese incappando in qualche gaff. Neanche Sean Penn ha colpito il cuore dei giurati.La Palma per il miglior attore va al francese Jean Dujardin, interprete dello splendido The Artist, vera rivelazione di questa edizione. La miglior interprete è invece Kirsten Dunst per Melancholia di Lars vo Trier, forse è stato un modo per riconciliare lo strappo tra il regista danese e il festival dopo le esternazioni sul nazismo. Comunque il premio è meritato, forse Cecile De France nel film Il ragazzo con la bicicletta dei fratelli Dardenne o Berenice Bejo in The Artist avrebbero potuto competere. Un dato: von Trier non lacia a bocca asciutta le sue attrici a Cannes, pensiamo a Björk (Dancer in the Dark) e a Charlotte Gainsbourg (Anthicrist).A proposito dei Dardenne, i due fratelli belga mettono in bacheca il quarto premio vinto in costa azzurra, ottengono infatti il Gran premio della giuria, ex aequo con il complesso One Upon a Time in Anatolia del turco Nuri Bilge Ceylan. Il Premio della Giuria va al francese Polisse di Maïwenn, la più emozionata di tutti. Nicolas Winding Refn con Drive ottiene il riconoscimento per la regia, mentre Footnote di Joseph Cedar, regista nativo di New York ma israeliano di adozione, firma la miglior sceneggiatura. A questo punto speriamo This Must Be The Place, con un formidabile Sean Penn, inizi il suo percorso nelle sale americane per magari approdare alla serata degli Oscar.

di Emanuele Bigi da tiscali.it

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