Federer vince Parigi

Australia Open TennisFederer re a Parigi 
Eguaglia Sampras
Lo svizzero batte Soderling in 3 set, vince per la prima volta il Roland Garros e raggiunge l’americano a quota 14 tornei Grand Slam vinti. Nonostante l’invasione di un tifoso spagnolo
Federer espugna Parigi ed entra definitivamente nella storia. Lo svizzero batte la sorpresa del torneo, lo svedese Robin Soderling, in tre set, con il punteggio di 6-1 7-6 (2) 6-4. Il talento di Basilea vince così per la prima volta il Roland Garros, che con la forte complicità di Nadal lo aveva sempre respinto. Con questo successo, lo svizzero eguaglia Sampras al vertice della classifica dei vincitori di tornei Grand Slam, 14 ciascuno. Diventa inoltre il sesto uomo della storia ad avere vinto almeno una volta tutti i quattro tornei, con Don Budge, Fred Perry, Roy Emerson, Rod Laver ed André Agassi, rafforzando, se ce n’era bisogno, il partito che da tempo lo ha eletto il più grande di sempre.

Un Federer centrato sull’obiettivo forse come non mai, che sembra impermeabile a qualsiasi sollecitazione esterna. A disoglierlo ci prova un “tifoso” con vessilli spagnoli, che all’inizio del secondo set irrompe sul Philippe Chatrier, gli e gli mette un cappello sulla testa prima di essere fermato dalla security. Poi ci si mette la pioggia altalenante, che si manifesta a cominciare dalla seconda partita, alterando di continuo le condizioni del terreno di gioco. Un imprevisto che in una partita di tennis può far saltare i nervi, soprattutto al giocatore in vantaggio che sta producendo il meglio. Ma lo svizzero è in una trance agonistica impossibile da scalfire.

Federer parte fortissimo e in breve fa suo il primo set. Gli funziona tutto, il servizio, il rovescio e naturalmente il dritto a uscire. Gioca come non lo si vedeva fare da tempo, diverse spanne sopra agli ultimi match: la pressione da favorito per forza, che lo aveva attanagliato dopo l’uscita di scena di Nadal, portandolo a complicarsi non poco la vita in tre match, lo ha d’improvviso abbandonato. Al contrario, a palesarsi nervoso è proprio il suo avversario svedese, che in teoria non avrebbe nulla da perdere. Certo, l’evetico lo sposta, gli varia le rotazioni, evitando accuratamente di metterlo nelle condizioni di tirare le sue temibili bordate da fermo, come nessuno degli avversari era riuscito a fare. Ma Soderling, almeno all’inizio, proprio non c’è: la prima non entra, gli errori arrivano a grappoli, la straordinaria profondità di palla dei suoi match contro Nadal, Davydenko e Gonzalez un lontano ricordo.

Conclusa la prima partita senza il minimo patema per il favorito, a mettere un po’ di pepe nella finale ecco l’invasione di campo del “tifoso” spagnolo, che in barba a controlli e controllori, riesce a mettere piede sul terreno di gioco. Bandiera spagnola addosso, piomba su Federer, e gli piazza un copricapo sulla testa. L’asso svizzero si limita a scuotere il capo. Questione di attimi, poi arrivano gli addetti della security e allontanano l’invasore. Roger fa un cenno all’arbitro, come a dire che è tutto a posto, ma da quel punto la partita diventa più equilibrata. Soderling migliora la percentuale di prime palle di servizio e riesce, almeno sui propri turni di battuta, a mettere pressione all’avversario. A complicare la vita ai contendenti, ci si mette anche una pioggerellina discontinua, accompagnata da un fastidioso vento. Gli errori aumentano, anche se continuano ad essere alternati da grandi giocate, adesso da parte di entrambi.

Si arriva al tie-break, e qui si capisce che Federer, oggi, a perdere non ci sta proprio. Quattro servizi, quattro ace, cui si aggiunge una fenomenale palla corta: lo svedese non ha scampo e soccombe 1-7. Nel terzo, l’elvetico fa subito il break. Sembra fatta, ma qui subentra un po’ di nervosismo, un filo di paura di vincere, che può attanagliare anche un plurivincitore di slam, di fronte all’ultimo ostacolo: il torneo amato e maledetto, dove tre finali si sono già concluse male. Con l’avvicinarsi della meta, Roger comincia a faticare sui propri turni di battuta. Sul 5-4 e servizio, gli errori di Federer portano Soderling a giocare una palla break: ma lo svedese è a sua volta nervoso per ovvi motivi e non lo sfrutta. Il Federer odierno non è disposto a concederer altre chance: la battuta (oggi ben 16 ace in 3 set per lo svizzero, contro i 5, in 5 partite, messi a segno contro Del Potro) torna a fare male e lo scandinavo si arrende dopo appena 1 ora e 47 minuti di gioco.

Federer, che aveva iniziato l’anno sottotono, si trova in una curiosa situazione statistica. Lui che ha sempre trovato nella terra battuta il suo tallone d’Achille, nel 2009 ha sinora vinto soltanto sul rosso (a Madrid e Parigi). Ma le cifre più interessanti hanno a che fare con la storia del tennis. A Parigi Roger ha archiviato, come detto, il 14mo slam: ad oggi ha vinto 5 Wimbledon consecutivi (dal 2003 al 2007) e altrettanti Us Open di fila (dal 2004 al 2008). In bacheca ha anche 3 Australian Open (2004, 2006 e 2007). Ha ottenuto 3 volte il “piccolo slam”, vincendo 3 dei 4 tornei major nello stesso anno: gli è riuscito nel 2004, nel 2006 e nel 2007, respinto sempre a Parigi, la prima volta da Guga Kuerten, le altre 2 da Nadal. Con Nadal al Roland Garros ha perso 3 finali consecutive (2006-2008) e la semifinale dell’anno precedente. Oltre ai 14 slam vinti (raggiunto Sampras in vetta alla classifica di sempre), Federer ha eguagliato oggi un altro primato, le 19 finali totali di slam. Le 5 sconfitte sono arrivate tutte per mano di Nadal (Wimbledon 2008, Melbourne 2009 e le tre di Parigi). L’altro record – questo assoluto – consiste nelle 20 semifinali di slam consecutive raggiunte dall’elvetico: in altre parole, Federer arriva almeno al penultimo atto di tutti gli slam da 5 anni, a dimostrazione di una consistenza che raramente, forse mai, si è vista sui campi da tennis. Basti pensare a quello che è accaduto a Nadal, che sembrava inarrestabile, ed è caduto, al quarto turno, proprio a Parigi, nel torneo dove non aveva mai perso, interrompendo la sua striscia di semifinali e finali a quota 5.

“Sì, forse è la vittoria più bella di sempre – ha detto alla fine l’elvetico -. Ora non ho più pressioni addosso e posso giocare tranquillo perchè ho vinto il Roland Garros. Ci tenevo a vincere ed è eccezionale aver trionfato – ha detto a bordo campo, prima della premiazione, nella quale ha versato lacrime, stavolta di gioia. Premiato da André Agassi, ultimo prima di lui a trionfare almeno una volta in tutti e 4 gli slam, gli ha confessato. “Adesso so cos’hai provato tu 10 anni fa, peccato non giochi più”. Prima si era complimentato con Soderling: “Peccato per la finale – ha detto – sono sicuro che potrai mantenere questo livello a lungo”.

Lo svedese, bollato come grande antipatico del circuito, ha accolto la sconfitta con grande fair play farcito di elogi per il genio di Basilea: “Congratulazioni Roger, mi hai dato una lezione. Mi hai mostrato come si gioca a tennis. Sei il miglior giocatore della storia – ha detto durante la consegna dei trofei. – Ieri scherzavo con il mio allenatore, dicevamo che nessuno può battermi 10 volte (Federer era 9-0 nei precedenti). Ora ti avverto: nessuno può battermi 11 volte…”, ha scherzato lo sconfitto, strappando applausi al pubblico del Roland Garros.

da repubblica.it

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