Tivu sat contro Sky

tivusatDA FINE LUGLIO NELLE CASE DEGLI ITALIANI
Arriva Tivù Sat, l’alternativa a Sky

La piattaforma satellitare, nata dal consorzio di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media, trasmetterà i canali in chiaro del digitale terrestre. Entro luglio la tv pubblica deve decidere se continuare o no sul satellite di Murdoch
La televisione digitale terrestre si allarga a macchia d’olio su tutto il territorio italiano ma, in ogni regione, lascia sempre qualcuno scontento. Sono soprattutto gli abitanti delle valli e delle montagne più inaccessibili, che il segnale digitale terrestre non riesce a raggiungere. Per queste persone (solo in Piemonte se ne calcolano 25.000) la nuova televisione è solo una lontana eco.

La soluzione la offre Tivù Sat: la piattaforma satellitare, nata dal consorzio di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media, trasmetterà i canali in chiaro del digitale terrestre. Per la Rai è una scelta quasi obbligata: l’unico modo per garantire il servizio pubblico al 100% degli italiani è quello di affidarsi al segnale che viene dallo spazio.

Quando partirà? Una data certa sull’inizio delle trasmissioni ancora non c’è. Si è parlato di giugno 2009, ma è molto più probabile che Tivù Sat arriverà nelle case degli italiani a partire dalla fine di luglio 2009.

Che canali trasmetterà? Tivù Sat trasmetterà tutta l’offerta in chiaro di Rai, Mediaset e La7 per digitale terrestre. Quindi RaiUno, RaiDue, RaiTre, Rai4, Rai Gulp, Rai Gulp +1, Rai Sport +, RaiNews24, Rai Storia, Rai Edu 1 per quanto riguarda la Rai. Canale5, ReteQuattro, Italia1, Iris, Boing, Boing +1 e Mediashopping per Mediaset. Più La7 e Sat 2000.
Ma non solo: con Tivù Sat si vedranno anche alcuni canali stranieri. Per esempio Al Jazeera, la tv di stato francese, spagnola e tedesca, Euronews e Bbc. La nuova piattaforma, infatti, utilizzerà la stessa parabola di Sky e sarà orientata nello stesso modo, cioè a 13 gradi est: satellite HotBird.

Cosa bisogna fare per vederla. Proprio perché trasmetterà solo canali gratuiti, Tivù Sat non avrà bisogno di alcun abbonamento. Per accedere ai programmi bisognerà dotarsi di:
– parabola satellitare. Chi ha già la parabola per Sky non dovrà fare niente: le due piattaforme usano lo stesso apparecchio orientato verso lo stesso satellite
– decoder satellitare. Necessario anche per chi è già abbonato a Sky. Il costo si aggira intorno ai 100 euro anche se Luca Balestrieri, presidente di Tivù Sat, è convinto che “i prezzi siano destinati a crollare con la diffusione di massa, come succede sempre con l’elettronica”
– smart card. Saranno vendute insieme al decoder.

L’accordo con Sky. Con la nascita di Tivù Sat, Rai e Mediaset potrebbero decidere di togliere alcuni dei loro programmi dal pacchetto Sky. Tutta la partita gira intorno ai diritti televisivi e ai sistemi di codifica. Per alcuni eventi (soprattutto il calcio e la Formula 1), Rai e Mediaset posseggono i diritti di trasmissione solo all’interno del territorio italiano. Rai ha un accordo con Sky: i clienti italiani della tv di Murdoch possono vedere questi eventi tranquillamente senza criptaggio. Al contrario degli italiani all’estero, che al momento di vedere il gran premio di Formula 1 si ritrovano davanti uno schermo nero. L’accordo con Sky è in scadenza, e la tv di stato non è così sicura di voler firmare il rinnovo. Se il patto non dovesse essere confermato, gli oltre 4 milioni di utenti Sky si ritroverebbero alcuni canali Rai criptati. Per Mediaset la situazione è diversa: alcuni eventi sono già criptati anche su Sky.

Una guerra dei canali? Comunque vada a finire la trattativa, è improbabile che Sky decida di togliere dal suo bouquet i canali di viale Mazzini e di Cologno Monzese: si darebbe la zappa sui piedi. Quasi l’80% dello share della tv satellitare, infatti, proviene dai 3 canali Rai più ReteQuattro, Canale5 e Italia1.

Piuttosto, se Tivù Sat prenderà piede, non è escluso che la Rai possa decidere di togliere i suoi canali dal pacchetto Sky. Una violazione del contratto di servizio? Secondo viale Mazzini, no. Nel momento in cui la Rai “scende in campo” sul satellite offrendo una smart card gratuita, il servizio pubblico sarebbe assolto. Una teoria che non convince alcune associazioni di consumatori.

Doppio decoder, perché? Per vedere Sky e Tivù Sat bisognerà dotarsi di due decoder differenti. La tv del magnate australiano Murdoch, infatti, utilizza un apparecchio e una codifica (la Nds) di sua proprietà. Un sistema chiuso che, di fatto, impedisce qualsiasi convivenza sotto la stessa piattaforma. Gli italiani avevano già avuto a che fare con il doppio decoder ai tempi delle piattaforme TelePiù e Stream. Una legge, però, impose un solo apparecchio, costringendo le due tv a scendere a patti. Nel frattempo quella legge è stata abrogata. E per gli italiani si profila un nuovo valzer dei decoder.
federoco formica da kataweb.it

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