Torino Lione blocchi stradali e guerriglia no tav

Torino-Lione, una notte di blocchi e guerriglia Cota: opera necessaria Pd: fare un sito militare
Blocchi stradali e sassaiole. I No Tav su un loro sito web: “Occorre prepararsi a una resistenza lunga, difficile e intelligente”. Il governatore invita alla calma

“Naturalmente sono passate solo poche ore dall’inizio dell’attacco. Sicuramente si tratterà di consolidare questi primi risultati favorevoli. Occorre prepararsi a una resistenza lunga, difficile e intelligente”. E’ quanto si legge su un sito dei No Tav, che stanno organizzando via internet ed sms un tam tam per chiamare all’impegno la popolazione contro i lavori preliminari in Val di Susa, propedeutici alla costruzione della Torino-Lione, che dovranno iniziare al più tardi entro il 31 maggio. Pena la perdita dei fondi stanziati dall’Unione Europea.

UNA NOTTE DI TENSIONE – Blocchi delle strade con tronchi d’albero, guard rail e reti metalliche, e sassaiole contro gli operai e le forze dell’ordine hanno fermato, la scorsa notte, il tentativo di aprire i cantieri , a una sessantina di chilometri da Torino.

Durante la notte i manifestanti hanno organizzato un presidio principale, con alcune centinaia di persone, alla Maddalena, dove da mesi è stata costruita una baita, simbolo della protesta. Alcuni presidi numericamente più ridotti sono stati fatti a Susa, in prossimità delle aziende aggiudicatarie degli appalti per l’opera. Questi ultimi si sono sciolti quando è apparso chiaro che nessun mezzo sarebbe uscito dalle ditte e hanno raggiunto anch’essi La Maddalena.

Qui l’area è stata letteralmente blindata dai manifestanti, che hanno realizzato una decina di barricate bloccando le vie di accesso alla zona utilizzando alberi (tagliati sul posto), guard rail, reti metalliche e altro materiale. Le due più imponenti sono state realizzate sulla strada d’accesso da Chiomonte e sul sentiero proveniente da Giaglione, dove è stato utilizzato anche il materiale di un muro di contenimento della montagna, fatto appositamente franare.

I momenti di maggior tensione si sono avuti quando sono arrivati i mezzi e gli operai che avrebbero dovuto avviare le attività propedeutiche all’apertura del cantiere. I manifestanti hanno cominciato a lanciare sassi contro di loro, i mezzi e le forze dell’ordine, fermi nei pressi dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia da dove si stavano aprendo un varco.

IL GOVERNATORE COTA – “La mia solidarietà va agli operai e alle forze dell’ordine che, questa notte, sono stati aggrediti a colpi di pietra, da chi usa metodi che non c’entrano niente con la legittima manifestazione delle opinioni”. Così il presidente del Piemonte Roberto Cota. “Detto questo, – conclude – nell’invitare tutti alla calma, vorrei ribadire la necessità dell’opera e anche il rispetto del lavoro delle persone che la stanno realizzando”.

IL PD VUOLE UN SITO MILITARE – A lanciare la proposta sono i deputati del Pd piemontese, Giorgio Merlo e Stefano Esposito. “Di fronte alla violenza e alla guerriglia in Val Susa patrocinata da settori, seppur minoritari, dei No Tav forse è opportuno riprendere la proposta, da noi già avanzata tempo fa, di creare un sito nazionale di interesse strategico o sito militare capace di favorire il decollo normale del cantiere della Torino-Lione”, hanno proposto Merlo ed Esposito.

“Una proposta, questa che permetterebbe ai No Tav di continuare a contestare legittimamente, e rispettando le norme di legge, l’opera e, al contempo, di perseguire chi viola deliberatamente le leggi in materia di ordine pubblico” hanno spiegato i due deputati. Definendo poi il dissenso verso l’infrastruttura ferroviaria “del tutto legittimo”, Merlo ed Esposito hanno tuttavia affermato che “nessuno puo’ scatenare una guerriglia per impedire la realizzazione di un’opera”.

da lanazione.it

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