Trovata un’altra bomba a Torino

Nuovo ordigno in via Saccarelli
Scatta la sindrome Unabomber
A distanza di una sola settimana dal primo ritorvamento, un secondo pacco esplosivo con dinamite è stato trovato vicino alla vetrina di una cartoleria, in via Gaspare Saccarelli 14, zona Borgo San Donato, a duecento metri da piazza Statuto. Al lavoro artificieri e i vigili del fuoco. L’area è stata chiusa alla circolazione e messa in sicurezza. A dare l’allarme è stato la titolare di una vicina caffetteria. Il 19 febbraio un ordigno simile era stato trovato sulla serranda di un’agenzia immobiliare

di Meo Ponte

torino_bombaNuovo allarme bomba a Torino. A distanza di una sola settimana un nuovo pacco sospetto è stato trovato in via Saccarelli 14, nel quartiere San Donato, per strada, sul marciapiede di fronte alla cartolibreria Coccinella e alla caffetteria della Piazza. Sul posto sono presenti Polizia, artificieri e vigili del fuoco. Il pacco è stato rinvenuto ad alcune centinaia di metri dal luogo dove, la settimana scorsa, un altro allarme bomba era scattato per un ordigno con della dinamite in gelatina lasciato sulla serranda di un’agenzia immobiliare.

Via Saccarelli è la prosecuzione di via Principi d’Acaja. A dare l’allarme è stata poco prima delle 7 la titolare della caffetteria Elena Heffler che non si è resa conto subito della presenza dell’ordigno. Quando la donna si è accorta del pacco ha subito chiamato il 113. In pochio minuti è stata rintracciata anche la titolare della cartolibreria Valeria Cat Aimone che ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce.

Dai primi rilievi pare certo che i due ordigni siano stati preparati dalla stessa mano. La seconda bomba conteneva una miccia, della dinamite in gelatina ma non chiodi e bulloni. Gli inquirenti non si sbilanciano ma a questo punto pare consistente la pista di un “dinamitardo” seriale che opera nella stessa zona contro esercizi che normalmente non subiscono minacce o attacchi dal racket delle estorsioni. Nulla a che fare con il terrorismo, nè con il movimento anarchico. Ma proprio per questo ancora più pericoloso: “è come cercare un ago in un pagliaio” sostiene un investigatore.

da LA REPUBBLICA

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