Trovato dalla cineteca di Bologna un manoscritto inedito di Charlie Chaplin Charlot

Destino e tormenti di un ballerino
Il manoscritto inedito di Chaplin
Clamoroso “colpo” della Cineteca di Bologna: un soggetto scritto dal grande regista e attore alla fine degli anni Trenta, e che solo in parte confluirà in “Luci della Ribalta”. L’incipit è folgorante: “La carriera non è il compimento dei desideri dell’uomo…”

“Il tema principale di questo soggetto è il fatto che la carriera non è il compimento dei desideri dell’uomo, ma solo una strada che lo conduce al suo destino”: è questo l’incipit del manoscritto completamente inedito di Charlie Chaplin. Scoperto dalla Cineteca di Bologna. E presentato domani, nel capoluogo emiliano, al Festival “Il Cinema ritrovato”. Pagine scritte di suo pugno dal grandissimo attore e regista, con la sua grafia affilata e un po’ nervosa, e che raccontano la storia di un ballerino classico. Idee poi confluite, ma solo in parte, nel suo Luci della ribalta, che quest’anno festeggia il sessantesimo anniversario. Un’amara riflessione sull’arte e sulla vecchiaia in cui il creatore di Charlot volle accanto un suo collega dall’immenso talento: Buster Keaton.

Un “colpo” clamoroso, e non solo per il cinema. Frutto del lavoro che la Cineteca ha compiuto per dieci anni tra i documenti dell’autore, nell’ambito del suo “Progetto Chaplin”. Quanto alla genesi di questo film mai realizzato, è legata all’incontro che il suo autore ebbe col celebre  ballerino russo Vaclav Nijinsky. Impegnato in un tour che lo portò a Los Angeles, il grande danzatore andò a fare una visita ai Chaplin Studios, durante la lavorazione di Easy Steet. Era il 1917. Ma la stesura del soggetto arrivò solo vent’anni più tardi: protagonista della vicenda, appunto, un campione del balletto, chiamato – nella prima stesura – Naginsky. Ci furono poi varie riscritture, con un elemento che restò però sempre centrale: la carriera dell’uomo va di pari passo con le sue preoccupazioni per quella di una giovane collega. Come si vede, un meccanismo analogo a quello di Luci della Ribalta.

Ma vediamo alcune delle annotazioni di Chaplin. “Naginsky, il grande genio del balletto russo era una persona semplice, e timida, che si esprimeva con difficoltà, ed era di umili origini. Era figlio di un povero calzolaio che non poté dargli l’istruzione che avrebbe desiderato”. Questi invece gli intenti drammaturgici, sempre di pugno di Chaplin: “Mostrare il genio di un ballerino attraverso la danza. Mostrare il suo senso di giustizia, la sua lealtà nei confronti di un anziano membro della troupe che ha iniziato a bere perché è troppo vecchio per ballare”.

Il prezioso manoscritto e il lavoro di ricerca che l’ha fatto venire alla luce viene presentato domani al Festival Il Cinema ritrovato: appuntamento alle ore 18, al cinema Lumière) da David Robinson, biografo del papa di Charlot, e da Cecilia Cenciarelli, responsabile dell’Archivio Chaplin della Cineteca.

di CLAUDIA MORGOGLIONE da repubblica.it

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