Trovato morto Tiziano Stabile 54 anni di Rivarolo Mantovano

ambulanza 8Omicidio di Bedizzole, si indaga sul traffico di droga

E’ stata un’esecuzione, quella di Tiziano Stabile, 54 anni di Rivarolo Mantovano, freddato con due colpi di pistola alla nuca e al torace. Al vaglio il cellulare e le telecamere del piazzale

MANTOVA. Un colpo alla nuca e uno al petto. È stato ucciso così Tiziano Stabile, 54 anni, residente a Rivarolo Mantovano. Lo hanno freddato nella zona industriale di Bedizzole, in provincia di Brescia, appena al di là del confine. A trovarlo, poco dopo le 20, è stato un camionista di passaggio: Stabile era agonizzante, riverso accanto alla sua automobile, una Golf, nel piazzale di un capannone. Trasportato d’urgenza alla Poliambulanza di Brescia, l’uomo è morto subito dopo l’arrivo in ospedale. Vittima di quella che, dai primi indizi, sembra aver tutte le caratteristiche di un’esecuzione (le indagini sono affidate ai carabinieri).
Escluso al momento il movente della rapina. Tiziano Stabile aveva ancora nelle tasche del giubbotto portafogli e cellulare che, attraverso il tracciato delle cellule telefoniche, potrebbe ora dare indicazioni utili sulle telefonate ricevute o effettuate ieri sera e sugli ultimi spostamenti del 54enne prima dell’omicidio.
Gli investigatori hanno provveduto anche a censire le telecamere di videosorveglianza puntate sul piazzale illuminato della zona industriale. Sembra infatti quasi scontato che la vittima si fosse data appuntamento con il suo o i suoi assassini.
I carabinieri stanno battendo la pista del traffico di droga, in cui Stabile si sarebbe invischiato negli ultimi tempi.
Stando alle prime indiscrezioni trapelate, il killer avrebbe utilizzato una pistola di piccolo calibro. La pista privilegiata battuta dai carabinieri è quella del regolamento di conti anche e soprattutto alla luce del turbolento passato della vittima. Nel 1981, con quella che sarebbe poi diventata sua moglie, Tiziano Stabile aveva sequestrato a scopo di rapina un orologiaio di Rivarolo, tenendolo rinchiuso per due giorni in una cascina del Mantovano.
Un’«esistenza tempestosa» raccontano a Rivarolo Mantovano, dove il 54enne si era trasferito da Piadena negli anni ’80. Sposato, due figli dal matrimonio, viene descritto come un uomo dalla reputazione dubbia, «allegro ma pericoloso», sempre in giro in bicicletta. Dismessa la tuta da operaio, si era messo a fabbricare esche da pesca, quindi aveva aperto un centro estetico con la figlia.
A segnare il primo e il dopo nella vita di Stabile era stato il coinvolgimento nel sequestro di Franco Mezzadri, figlio di un gioielliere di Rivarolo Mantovano. Gennaio 1981. Imbavagliato e legato, il ragazzo (all’epoca 28enne) era stato portato in una cascina abbandonata: i sequestratori gli avevano sfilato le chiavi di casa e si erano presentati ai genitori intimando loro di aprire la cassaforte. Una brutta storia che adesso riemerge dall’album dei cattivi ricordi. Fatto sta che qualche anno dopo Stabile aveva deciso di trasferirsi a Rivarolo, dove ha messo su famiglia. Una persona «nota alle forze dell’ordine», per ricorrere a una formula abusata che però rende l’idea.
Intanto le domande si rincorrono: cosa ci faceva Stabile nell’area industriale di Bedizzole, non proprio di strada rispetto a casa sua? A chi appartiene la mano che ha spento la sua vita con una pistola? La risposta potrebbe essere nelle immagini delle telecamere del vicino ingrosso di giardinaggio. I carabinieri sono al lavoro per censire tutti gli impianti di videosorveglianza della zona.  Il piazzale era ben illuminato e potrebbero emergere immagini significative ai fini delle indagini.
E’ molto probabile che la vittima avesse un appuntamento con i suoi carnefici.

da lagazzettadimantova.it

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