Udinese Milan 0 a 0 rigore parata da Amelia e infortunio di Pato video

Udinese in Champions con il pari

Di Natale si fa parare un rigore da Amelia, ma il Milan è bloccato e il quarto posto è matematico per i friulani che si classificano per migliore differenza reti rispetto alla Lazio. Pato si infortuna alla spalla ed esce in barella.

Le ultime due partite tra Udinese e Milan avevano prodotto in tutto 13 gol, questa zero. I bianconeri avevano sempre battuto i rossoneri negli ultimi due scontri al Friuli, questa volta hanno pareggiato. La squadra di Guidolin non pareggiava da 11 giornate, questa volta è arrivato il segno “X”. Ma questi numeri non contano nulla. Perché l’Udinese è salita a 66 punti in classifica, gli stessi della Lazio ma con una migliore differenza reti (+7). Quanto basta per agganciare il quarto posto matematico, quello che vale il ritorno ai preliminari di Champions League dopo sei anni. Il miracolo è compiuto.
UDINESE TIPO, TURNOVER MILAN – Francesco Guidolin ha tutti a disposizione eccetto i lungodegenti Coda, Ferronetti e Basta. I friulani si schierano così con la formazione titolare, un 3-5-2 con Di Natale e Sanchez in prima linea e il solito centrocampo muscolare con Inler e Asamoah nel ruolo degli osservati speciali. Massimiliano Allegri deve fare a meno soltanto di Ibrahimovic e Jankulovski. Il suo Milan però cambia parecchio. Il modulo è il solito 4-3-1-2, con Boateng a supporto di Cassano e Pato. Le novità sono Yepes centrale con Thiago Silva, ma soprattutto Didac Vilà all’esordio da terzino sinistro. Nel riscaldamento, poi, getta la spugna Abbiati, rimpiazzato da Amelia. Pirlo, invece, chiude la sua storia rossonera andando in tribuna.
BUONA PARTENZA, POI LA MELINA – L’Udinese parte sulle ali dell’entusiamo e chiude all’angolo il Milan, che fatica a uscire palla al piede per colpa di un gioco troppo lento per poter far male. Che i rossoneri soffrano si vede anche dai due gialli che si vanno a prendere in modo piuttosto sciocco Flamini e Boateng. Didac Vilà soffre tremendamente contro Isla, ma stringi stringi i bianconeri non tirano mai in porta. E il Milan dopo la mezz’ora esce fuori dal gusci, approfittando del primo rallentamento di ritmo dell’Udinese. Le emozioni più grandi, in sostanza, arrivano dal tabellone, che riporta prima la notizia del vantaggio laziale, poi il pareggio leccese, il 2-1 biancoceleste e il nuovo 2-2 salentino. Tutto il resto diventa noia, con un finale di frazione da fine stagione che vede le squadre andare all’intervallo sullo 0-0.
PATO SI ROMPE, FINISCE 0-0 – La ripresa parte su altri ritmi, anche perché nel frattempo la Lazio sbriga la pratica aggiungendo un pizzico di pressione sull’Udinese. I bianconeri si chiudono dietro e ripartono in velocità, ma il Milan non deraglia anche se Van Bommel viene subito rimpiazzato da Emanuelson, con Seedorf che si sposta in regia. Le emozioni iniziano a piovere dopo una ventina di minuti. Tra 65’ e 67’ Amelia dice no prima a Di Natale e poi a Sanchez, protagonisti di due grandi occasioni da gol. E poi al 70’ Pato se ne va per infortunio, dopo essere caduto male sulla spalla in seguito a un intervento di Zapata (sembra che si tratti di una lussazione). Al suo posto entra Robinho e subito l’Udinese può chiudere il match. Sanchez salta tutti come birilli e viene atterrato da Seedorf. È rigore. Dal dischetto va Di Natale, che calcia lento e si fa ipnotizzare da Amelia (74’). L’Udinese continua a premere ma sembra una partita stregata. Amelia fa due miracoli su Inler e Sanchez, mentre lo stesso svizzero al 77’ colpisce traversa e palo con un solo incredibile tiro da fuori. Il gol è nell’aria, ma svanisce in fretta. Finisce 0-0. Il risultato che bastava all’Udinese per non far svanire il sogno. Adesso il quarto posto è realtà, i preliminari di Champions League sono conquistati.
FINALE COMMOVENTE – Si finisce in una festa. I giocatori del Milan salutano Pirlo lanciandolo in area e per una volta il regista si commuove. Il tutto mentre l’Udinese inizia a festeggiare il ritorno in Champions League a sei anni dall’ultima volta. Qualcosa di incredibile, specie dopo un avvio di campionato semplicemente mostruoso, con quattro sconfitte in quattro partite. Dall’incubo al sogno, il tragitto è durato un anno. Si finisce a quota 66, record di punti per il club in Serie A. E con Guidolin che balla a centrocampo come un Boateng qualunque…

Mattia Fontana da Eurosport

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