Ultime notizie esplosione Viareggio

MAURIZIO BOLOGNI

Dodici morti, decine di feriti di cui 16 in pericolo di vita, alcune persone disperse, decine contuse, sotto schock, un migliaio di abitanti evacuati. E poi due palazzine distrutte e altre tre evacuate, alcune centinaia di sfollati. Lutti e devastazione in un paradiso delle vacanze al mare, Viareggio, a causa di un treno merci carico di Gpl (Gas di petrolio liquefatto) che a mezzanotte deraglia in stazione e innesca l’apocalisse nel centro della città: una serie di esplosioni e l’incendio.

viareggioIl bilancio delle vittime è provvisorio. Vigili del fuoco e uomini della protezione civile stanno ancora scavando tra le macerie da cui hanno già estratti vivi tre bambini, un uomo e una donna. Verso le 11 (quando i dati ufficiosi parlavano di 15 morti, 37 feriti gravi e 30 dispersi), il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso ridefinisce i numeri (fortunatamente al ribasso) anche se, oltre alle 12 vittime accertate, spiega che alcuni dei feriti sono gravissimi e che c’è una palazzina ancora da esplorare dove potrebbero esserci altre persone.

“Come un terremoto, come un tornado, ho avvertito uno spostamento d’aria e il pavimento muoversi” racconta un giovane. “Dormivo, mi è piombato il lampadario addosso, sono vivo per caso” dice un altro. “Mio marito, un eroe. Mi ha preso di peso e trascinato fuori da una porta sul retro prima che crollasse tutto. Da sola, con queste gambe malridotte, operate da poco, non ce l’avrei mai fatta” aggiunge un’anziana sorretta a braccia da due volontari della protezione civile che l’accompagnano nella tendopoli allestita in piazza del municipio.

Racconti dall’inferno della Versilia. Dalle Alpi Apuane, che imbiancano del marmo di Carrara le montagne, dicono di aver visto il cielo diventare arancione.
E’ poco prima di mezzanotte quando in stazione transita un treno merci, che si muove da nord verso sud, da La Spezia in direzione di Pisa, col suo convoglio di quattordici vagoni cisterna carichi gas. “Non è che andasse proprio piano, almeno a 90 all’ora” racconta qualcuno. “Il treno sferragliava sui binari, ho visto delle scintille” è la tesimonianza di un altro. Più tardi le Ferrovie dello Stato spiegheranno che potrebbe aver ceduto il carrello del carro cisterna. Poche decine di metri ed è la catastrofe.

In quel punto la linea ferrata è costeggiata dai palazzi, in parallelo corre via Ponchielli. Il merci 50325 Trecate-Gricignano deraglia, probabilmente per il cedimento del carrello di uno dei primi carri cisterna che trascina fuori dai binari altri quattro dei quattordici vagoni che non sono proprietà delle Fs ma appartengono a una società straniera, la Gatx, con sede a Vienna. Solo uno dei vagoni salta in aria. Purtroppo basta a causare l’immane disastro. Le esplosioni e le fiammate investono i palazzi e la strada. Una palazzina, dove vivono 18 persone, si sbriciola. Una più piccola, monofamiliare, prende fuoco. Alla fine, crollate o gravemente danneggiate, le case coinvolte saranno cinque. Come un proiettile, un grosso pezzo di metallo investe un uomo – che risulterà essere un quarantenne extracomunitario – e lo scaraventa ad una decina di metri uccidendolo. Per lo spostamento d’aria un’altra persona vola contro un cassonetto e avrà le gambe maciullate. Una ragazza, avvolta dalle fiamme, corre in strada, grida, cerca di strapparsi i vestiti.

Scene così ce ne sono tante. Le fiamme avvolgono un gazebo dove stanno cenando alcune persone. Scattano i soccorsi. I primi arrivano dalla vicinissima sede della Croce Verde che è stata gravemente danneggiata dall’esplosione: quasi tutte le ambulanze sono distrutte, un volontario è ferito ma non in gravi condizioni, altri hanno riportato contusioni.

Per timore che possano espoldere anche gli altri vagoni rimasti integri, vengono evacuati altri tre palazzi. “La cabina è stata invasa dal gas, siamo riusciti a scappare – raccontano i due macchinisti dl treno, feriti in modo non grave – Siamo vivi per miracolo”.

I soccorsi proseguono per tutta la notte. All’alba, in una luce irreale, con il fumo che si è diradato e i focolai quasi del tutto spenti, lo scenario ricorda un attentato a Bagdad. Si scava, si cercano le persone che dovrebbero esserci e di cui non si hanno notizie. Il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini spiega che i “dispersi” (cioé quelli che mancano all’appello) sono 30. Non è detto, anzi, è quasi certo che tutti questi debbano aggiungersi al computo delle vittime: “Ma i numeri, allo stato ci dicono questo” spiega il sindaco.

da LA REPUBBLICA


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