Vendola giunta azzerata

vendola Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha chiesto e ottenuto da tutti gli assessori regionali di rimettere il mandato nelle sue mani.     Vendola ha motivato la decisione affermando che “é legata a fatti politici nuovi” (riferendosi ai risultati elettorali) e “fatti indirettamente politici” (la necessità di una questione morale che deriva dalle inchieste in corso). “La sovrapposizione dei due fatti – ha commentato – è sotto gli occhi di tutti”.

“Sanità permeabile alle lobby” La richiesta di dimissioni che terremota il centosinistra pugliese, è stata voluta da vendola per correre ai ripari dopo l’avvio di diverde inchieste che riguardano da vicino esponenti del centrosinistra. “Il sistema sanitario si conferma permeabile agli interessi delle lobby, delle corporazioni e anche a spinte corruttive. E purtroppo c’é una trasversabilità a questi interessi che non intendo nascondere”, dice il governatore. Vendola ha invitato tutti i politici, gli operatori sanitari, i cittadini a collaborare per “bonificare” la sanità che a volte appare come un vero e proprio “casinò”. “Credo – ha detto Vendola – che abbiamo vissuto una giornata molto densa”. “Per me – ha raccontato – è cominciata con un atto straordinario: la notizia è quella della chiusura della discarica di Burgesi, nel Salento, come avevo promesso ai cittadini di Ugento: e questo è il terzo ecomostro, dopo Nardò e Altamura, che viene chiuso in Puglia”. “Poi – ha ancora reso noto – c’é stata una importantissima riunione di giunta alla quale io ho posto i problemi di una fase nuova, una fase che si é aperta con le elezioni, quelle europee, quelle amministrative, che hanno visto la Puglia rappresentare un argine importantissimo, forse quello più robusto al berlusconismo. E’ la Puglia la realtà in cui sono migliori i risultati per il centrosinistra”. “Dobbiamo approfittare del male che si vede per costruire il bene. Per costruire – ha concluso – una bonifica ancora più radicale del sistema sanitario che a volte appare come una specie di casinò”.

“Dialogo con casini e Di Pietro” “Ho il potere in questo momento di riformulare la giunta, con nuovi contenuti e perimetri, con nuove alleanze. Sono molto interessato a discutere con Casini, con Di Pietro”. “Tutto questo – ha detto Vendola – è un atto contrario all’azzeramento, è un atto di straordinaria generosità. E’ un voler ricominciare e rilanciare la coalizione, rafforzarla”. Dialogherà anche con Adriana Poli Bortone che ha fondato il movimento Io Sud?, è stato chiesto a Vendola. “Questo non ve lo dico”, ha risposto.

Il Pdl all’attacco: fallimento di Vendola “L’azzeramento della giunta regionale deciso questa sera dal presidente Vendola equivale di fatto alle sue dimissioni; è l’ammissione del totale fallimento del suo progetto politico di governo della Puglia”. Lo affermano i capigruppo consiliari dell’opposizione di centrodestra. “Restiamo garantisti anche oggi – spiegano Rocco Palese (Fi Pdl), Roberto Ruocco (An Pdl), Francesco Damone (Puglia prima di tutto) e Giammarco Surico (gruppo Misto) – che sotto esame della magistratura è l’operato politico e amministrativo del centrosinistra ma questa situazione dimostra come e quanto sbagliò chi a parti invertite in passato speculò su vicende altrui impostando una intera campagna elettorale sulla diversità e sul cambiamento, autoassegnandosi una patente di moralità che alla prova dei fatti sembra non esserci”. “Tanto che oggi – insistono – prima con il dimissionamento forzato dell’assessore alla Sanità, poi con la sospensione del manager della più grande asl della Puglia e, infine, con l’azzeramento della giunta, Vendola conferma ai pugliesi di aver governato per quattro anni con modalità diametralmente opposte a quelle promesse nel 2005 quando parlava tronfio di trasparenza, paludi da bonificare, moralità”
Si dimetta e si torni al voto” “Le dichiarazioni con cui Vendola giustifica l’azzeramento della giunta regionale pugliese sono politicamente gravissime. Dice che le inchieste della magistratura a carico della sua giunta nascono anche dalle inchieste amministrative interne che lui stesso ha avviato”. Lo rilevano il coordinatore e il vicecoordinatore pugliesi del Pdl, Francesco Amoruso e Antonio Distaso. “Vuol dire per caso – si chiedono in una dichiarazione congiunta – che ha scoperto di aver governato per oltre quattro anni nel malaffare? Che ha chiesto il sigillo della magistratura per azzerare la giunta? E così facendo pensa forse di essere assolto non solo politicamente da tutte le sue responsabilità di presidente? In passato per molto meno altri presidenti di Regione hanno avuto sorti e trattamenti giudiziari ben diversi quando non erano neanche più presidenti, cosa induce Vendola a pensare di potersi dissociare dall’operato del suo governo?”. “Delle due l’una: se ci sono fatti connessi ad una questione morale dell’intera sinistra regionale che lui sa più e meglio di altri come spesso gli accade – concludono – dovrebbe dimettersi anche lui. Se invece Vendola coglie al balzo la palla delle inchieste giudiziarie come pretesto per allargare la maggioranza e la giunta, prima che altri lo facciano a sue spese, dovrebbe dimettersi lo stesso e chiedere il consenso degli elettori, consentendo alla Puglia di tornare a votare e a scegliere”.
da ilgiornale.it

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