Malo (Vicenza) caccia al “serial killer” degli alberi secolari

Un “killer” avvelena gli alberi più antichi
Sei piante fatte morire in quattro anni. Aperta la caccia al misterioso individuo che inietta dosi letali di prodotti tossici. L’ippocastano di villa Clementi sarà abbattuto

Alla caccia del serial killer delle piante secolari. Qualcuno in paese si sta divertendo ad iniettare veleno negli alberi storici maladensi e li sta facendo morire, uno a uno. Le “vittime” sono state sei, nel giro di quattro anni e l’ultima sarà rimpianta più delle altre perché è collocata in un parco molto caro alla popolazione, seppur soggetto, nel corso degli ultimi 20 anni, ad interventi di sviluppo edilizio.
Si tratta del secolare ippocastano di Villa Clementi che, sofferente da mesi per intossicazione da prodotti disseccanti, verrà abbattuto il prossimo autunno. Mentre il mondo ambientale si indigna, il Comune promette maggior sorveglianza e verifiche puntuali.

Ad accorgersi dello stato sofferente in cui versava, segnalando l’avvelenamento, è stata la ditta di manutenzione del verde pubblico.
Le cause artificiali del degrado biologico sono sembrate chiare fin da subito: 9 fori alla base del tronco dai quali sarebbe stato iniettato il prodotto tossico. Tempo e luogo delle iniezioni suggeriscono poi, secondo gli arboricoltori, mani esperte. Questo è solo l’ultimo di una serie di fatti simili registrati negli ultimi anni: un platano ed un tiglio in via Carducci sono stati fatti seccare nel 2007 con l’inserimento di liquidi; in via Cà Bianca nel 2008 su due cipressi è stato versato un disseccante intorno al tronco; nel 2009 un pioppo nero in via Garibaldi è morto a causa dell’iniezione di diserbante.

Unanime lo sdegno per tali gesti da parte di operatori ecologici e amministratori:«Sono azioni vili che ledono all’immagine del paese – afferma l’assessore all’ecologia Matteo Golo – D’ora in poi potenzieremo la vigilanza, soprattutto nei pressi delle alberature più antiche».

Tra le ipotesi c’è anche quella di intensificare i controlli con l’aiuto delle forze dell’ordine. Previste sanzioni pesanti per i responsabili identificati, che dovranno rispondere di dolo intenzionale e danneggio al verde pubblico: si va da un minimo di 300 a un massimo di 2000 euro. Qualora l’Amministrazione lo ritenesse indispensabile vigili e carabinieri potrebbero pattugliare in borghese le zone prese di mira.

Claudia Ruggiero

da ILGIORNALEDIVICENZA.IT

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