“Burke & Hare-Ladri di cadaveri” di John Landis al cinema

John Landis presenta i suoi romantici “Ladri di cadaveri”

“Il mio film è una commedia romantica e assassina”, John Landis ha presentato così a Roma la sua pellicola Burke & Hare-Ladri di cadaveri  in uscita nei cinema italiani venerdì 25 febbraio. L’incontro con il regista di Animal House e The Blues Brothers è stata l’occasione per parlare di cinema e di politico seguendo come filo conduttore l’ironia.

Il nuovo film di Landis è ambientato nella Edimburgo dell’Ottocento e racconta con ironia il mercato nero dei cadaveri che si generò a causa della rivalità tra il dottor Knox e il dottor Monroe. I due protagonisti, William Burke e William Hare, si occupano di procurare cadaveri “freschi” per gli anatomisti ma dato che la materia prima scarseggia decidono di commettere alcuni omicidi.

Il tifo per l’Oscar a The social network – John Landis ha voluto dire la sua sugli imminenti Oscar. “Agli Oscar probabilmente farà incetta di premi Il discorso del re, perché é un film vecchio stile, rassicurante e c’é uno strepitoso Colin Firth – ha detto il cineasta -, ma io ho votato e tifo per The social network di David Fincher, un film assolutamente straordinario, soprattutto per i dialoghi, così reali”. Landis considera gli Oscar “molto divertenti, ma in fondo sono come un concorso di bellezza. Io li guarderò perché ho molti amici che hanno avuto una nomination”.

Landis: “Berlusconi mi fa molto ridere” – Il regista con la sua proverbiale ironia prende di mira il premier Berlusconi. “Sono americano, non italiano, quindi non mi sento a mio agio a parlare dell’Italia del bunga bunga, ma Berlusconi mi fa molto ridere – ha detto il director -. Noi abbiamo avuto George W.Bush per otto anni, ed era il nostro buffone.

Berlusconi è il vostro”. Secondo il regista, il premier sarebbe un grande soggetto per un film, molto divertente, “però Berlusconi mi fa pensare moltissimo a Herst, il magnate dei media su cui Orson Welles ha girato Quarto potere, che controllava la stampa come oggi fa lui, tanto che ha messo un suo uomo alla Rai”.

L’ironia contro i dittatori – Per Landis, la politica “non può controllare chi la ridicolizza, chi trasforma i politici in pupazzi, come ha fatto Chaplin con Hitler, o come hanno fatto i fratelli Marx. Se Gheddafi sapesse che lo considero un pupazzo cretino, questo lo ferirebbe più di altre offese, perché sono persone che vogliono incutere timore”.

Il cineasta, tornando a sottolineare quanto sarebbe divertente un film sul presidente del Consiglio, immagina anche qualche scena: “Come l’arrivo di una telefonata di Gheddafi, con Berlusconi che dice: ‘Ditegli che non ci sono'”. Sul premier, Landis cita anche una battuta del primo ministro britannico Cameron: “Quando gli hanno chiesto cosa avesse imparato in questi mesi, ha risposto: ‘Ho imparato che se la regina ti invita a un party bisogna dire sì, se Berlusconi ti invita a un party, bisogna dire no”.

da SPETTACOLI.TISCALI.IT

I commenti sono chiusi.