Fioranelli compra la Roma

vinicio-fioranelliI Sensi cedono la Roma
alla cordata di Fioranelli
Operazione ormai chiusa: l’annuncio fra oggi e lunedì. L’investimento sfiora i 500 milioni di euro
Manca un ultimissimo passo: la certificazione da parte di Mediobanca del deposito di 201 milioni su un conto della Spafid, la fiduciaria dell’advisor della famiglia Sensi. Poi la cessione della As Roma, al termine di una infinita telenovela, sarà cosa fatta. L’annuncio oggi stesso, domani o al più tardi lunedì mattina, a Borsa chiusa.
C’è una seconda ipotesi: il bluff totale e scoperto di Vinicio Fioranelli, l’agente Fifa che ha condotto la trattativa per conto di Volker Flick e di un fondo di investimento, ma ieri nessuno dava più credito a questa clamorosa circostanza. Fonti interne a Unicredit parlano di grande soddisfazione: il debito di Italpetroli, la controllante della As Roma, sarà più che dimezzato. E nell’accordo è probabile anche uno sconto ai Sensi o una ristrutturazione del debito rimanente a nuove e più favorevoli condizioni. Le cifre dell’affare sono state anticipate da più fonti e, in modo particolare, da «Il Mondo ». L’investimento totale sfiora i 500 milioni di euro: 200 alla famiglia Sensi, che possiede il 67 per cento della azioni della As Roma; più l’offerta pubblica di acquista (Opa) per le restanti azioni, quantificabile in altri 100 milioni; più 40 milioni all’anno per rafforzare la squadra al calciomercato per le prossime quattro stagioni. A meno di clamorosi e imprevedibili colpi di scena, la famiglia Sensi lascia dopo 16 anni. Fu il patriarca Franco a salvare la società dopo la presidenza Ciarrapico nel maggio 1993: prima in compartecipazione con Pietro Mezzaroma, e poi da solo dall’8 novembre 1993. L’ha portata a uno storico scudetto, il secondo del dopoguerra, l’ha fatta diventare grande. La sua morte, il 17 agosto 2008, era già stata, in qualche modo, decisiva.
Due settimane fa la controllante Italpetroli aveva parlato di «verifiche in corso» per valutare la consistenza dell’interesse della cordata svizzero-tedesca di Fioranelli. Le società di diritto svizzere sono spesso, per usare un termine poco tecnico ma comprensibile a tutti, delle vere e proprie scatole cinesi. Non sempre chi investe vuole anche pubblicità. Così per lungo tempo la cordata Fioranelli è stata setacciata: ci sono stati incontri, scambio di mail, riunioni più o meno segrete. Due sono stati i passi decisivi: la pressione di Unicredit, che ha chiesto fermamente la cessione della Roma come unico asset che poteva «tagliare » il debito di Italpetroli, fino alla scelta da parte di Rosella Sensi di Mediobanca come advisor; la mancanza di un’alternativa al gruppo Fioranellli. I tifosi romanisti, a grande maggioranza, si sono sempre detti favorevoli al cambio. Erano spaventati dalla necessità dell’autofinanziamento. E la mancata qualificazione alla prossima Champions, valutabile in almeno 30-35 milioni di euro, significava un calciomercato modesto.
Il passaggio di proprietà della Roma, allo stato attuale delle cose, non risponde a tutte le domande che sono state fatte in queste settimane. Dietro a Fioranelli c’e’ solo Volker Flick, cognome pesante degli eredi Mercedes che, però, nelle persone dei due big Mick e Muck avevano smentito un loro diretto coinvolgimento? È Massimo Pica la sponda italiana della cordata? Quello che pare certo è il coinvolgimento del gruppo tedesco HPP. Una sigla dietro la quale c’è la costruzione di alcuni importanti stadi di società calcistiche tedesche. Sì proprio la costruzione di un nuovo impianto (il via libera è stato dato da tempo dal sindaco Gianni Alemanno) sarà parte integrante del grande business intorno alla As Roma. Manca ancora un ultimissimo passo. E poi…
Luca Valdiserri corriere.it
Serio, competente, ambizioso. Questo il Vinicio Fioranelli descritto dai suoi colleghi procuratori. Una persona che in carriera ha aperto le porte del calcio che conta. Un uomo di 59 anni partito dalla Svizzera che ha adesso un solo obiettivo: diventare il nuovo proprietario della Roma dopo 16 anni di gestione Sensi. «Per la società giallorossa, affidarsi a Fioranelli non rappresenterebbe un salto nel buio» ha spiegato Carlo Regalia, ex direttore sportivo di Lazio, Bari e Lecce che per anni ha intessuto rapporti col Vinicio procuratore. «È una persona conosciuta e apprezzata nel mondo del calcio – le parole di Regalia -. Parla cinque lingue e sul lavoro è molto scrupoloso, serio. Insomma, non è uno sprovveduto. Anzi, conoscendolo avrà già le idee estremamente chiare su come eventualmente organizzare la Roma. È un tipo ambizioso».
Già, ambizioso. Ma anche capace visto che sembrerebbe sul punto di convincere le banche della bontà del suo progetto. Progetto che, stando al comunicato emesso dalla Compagnia Italpetroli (controllante indiretta della Roma), sarebbe ancora sotto la lente d’ingrandimento dell’advisor Mediobanca. Nella nota, inoltre, si esclude la possibilità che il passaggio di consegne dai Sensi alla società di diritto svizzero (Fio Agency) rappresentata da Fioranelli possa avvenire già lunedì alla riapertura della Borsa.
Insomma, la prossima settimana potrebbe non essere ancora quella decisiva, «ma se la trattativa dovesse andare in porto – ha aggiunto Regalia – dimostrerebbe la serietà di Vinicio. Penso che abbia i mezzi per andare avanti e per rendere ancora più competitiva una squadra che negli ultimi anni è stata la sola in grado di tenere testa all’Inter».
Sulle mosse che Fioranelli potrebbe fare una volta arrivato al timone della Roma, si è espresso anche l’agente Claudio Pasqualin: «Il mercato di Fioranelli non lo vedo da grandi nomi, in stile Real Madrid. Però ha le competenze necessarie per ottenere risultati anche migliori senza svenarsi». «Vinicio l’ho conosciuto – ha aggiunto -, mi è sembrato un professionista di valore, un procuratore bravo anche nell’intermediazione. Un uomo di calcio a tutto tondo, competente, ambizioso al punto giusto. Certo, se dovesse rilevare la Roma assieme ai partner di cui si è scritto (il tedesco Volker Flick e l’italiano Massimo Pica, ndr), non si potrà certo parlare di “cuore giallorosso” come nel caso dei Sensi».
Secondo Pasqualin, poi, nel progetto della Fio Agency, oltre al rafforzamento della squadra, ci sarebbero anche la valorizzazione del marchio e, aspetto fondamentale, la costruzione del nuovo stadio. A condividere il punto di vista di Pasqualin è Dario Canovi, altro veterano nell’ambiente degli agenti dei calciatori: «Vinicio ha sempre lavorato bene con le grandi società per questo non credo che sia lui il titolare del capitale in ballo nell’operazione Roma». «Mi auguro solo che l’investimento non sia limitato all’acquisizione della società – ha concluso Canovi – ma anche alla campagna di rafforzamento. Sulla struttura societaria, invece, pur riconoscendo la grande professionalità di Franco Baldini, credo che ci possa anche essere la riconferma degli attuali dirigenti».
Nonostante i presunti contatti tra Fioranelli e Baldini, infatti, non è affatto scontato che il braccio destro di Capello nell’Inghilterra decida di mollare a meno di un anno dal Mondiale in Sudafrica. Più sicure appaiono, se il progetto Fioranelli dovesse andare in porto, le conferme sia di Spalletti che di tutti i big, a partire da Totti, con innesti oculati volti a garantire una rinnovata competitività della squadra in campo nazionale ed europeo.
dalmessaggero.it

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