Vittorio Bisso 53 anni ammalato di SLA ha scelto l’Eutanasia in Svizzera

Venezia, ex segretario del Pdci sceglie la morte assistita in Svizzera
Vittorio Bisso, 53 anni, era malato di Sla: ha deciso di concludere la sua vita in una clinica nel paese elvetico.  Rivendicava il diritto di non subire l’accanimento terapeutico

DOLO. Ha scelto di mettere fine alla propria esistenza affidandosi alla “morte dolce”. Vittorio Bisso, 53 anni, ex segretario e consigliere provinciale dei Comunisti Italiani, è morto ieri mattina in Svizzera, in una clinica specializzata in morti assistite. Da quasi due anni combatteva con grande coraggio contro la Sla (sclerosi laterale amiotrofica). Era stato in Thailandia per sottoporsi a una sperimentazione con cellule staminali; sperimentazione che non aveva dato l’esito sperato. Era in cura al Centro Sla di Padova, dove gli avevano prescritto un farmaco per posticipare il decadimento respiratorio. Di fronte all’aggravarsi delle conseguenze della malattia Bisso aveva voluto manifestare pubblicamente, nel febbraio scorso, la propria volontà di non subire alcun accanimento terapeutico. Garanzia che in Italia non poteva avere.
Per questo, supportato dalla moglie che lui stesso aveva nominato “amministratore di sostegno” e mettendo a conoscenza della sua intenzione i suoi più stretti amici, nelle scorse settimane aveva rinnovato la carta d’identità specificando di volere quella valida per l’espatrio. Poi, lunedì, aveva lasciato la sua casa. Destinazione: un centro per la “morte dolce” in Svizzera.
Vittorio Bisso per 25 anni aveva lavorato in un’industria metalmeccanica di Porto Marghera e poi era stato impegnato all’interno della segreteria del gruppo del suo partito nel Consiglio regionale. Da sempre attivo nel mondo politico rivierasco e provinciale, prima con il Partito comunista italiano e poi con i Comunisti Italiani, Bisso ha ricoperto il ruolo di assessore allo Sport e all’Ambiente per il Comune di Dolo nelle due giunte Bertolin. Poi era diventato consigliere provinciale, ricoprendo il ruolo di capogruppo, e fino a pochi mesi fa è stato segretario provinciale dei Comunisti italiani.
Da assessore Bisso è stato uno degli artefici della costruzione del nuovo stadio comunale “Walter Martire” inaugurato nel 2003. Le sue grandi passioni erano la corsa podistica e il motociclismo oltre al Dolo Calcio che aveva seguito anche nelle ultime partite di campionato di questa stagione. Vittorio Bisso si era accorto di aver contratto la Sla nel luglio del 2010 quando dopo una corsa a piedi aveva sentito un dolore a una gamba. La sua grande forza d’animo e il suo carattere coriaceo non l’hanno mai abbandonato.
Bisso ha voluto combattere pubblicamente la sua battaglia: da un lato contro la malattia, ma soprattutto per il diritto alla “morte assistita”. Per questo aveva deciso di nominare la moglie Marisa Piovesan amministratrice di sostegno. Nel documento presentato al tribunale di Dolo era specificata chiaramente la sua volontà: non essere costretto in alcun modo a subire interventi che avrebbero potuto prolungare la sua esistenza.

di Giacomo Piran da lanuovavenezia.it

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