Wikileaks gli americani amano Giorgio Napolitano

1- “L’AMICO GIORGIO”! LA DIPLOMAZIA DI WASHINGTON PAZZA DELL’EX COMUNISTA NAPOLITANO – 2- UNA STIMA ED UN RISPETTO CHE SONO EMERSI IN TUTTA LA LORO EVIDENZA NEI ’CABLE’ DIFFUSI DA WIKILEAKS E INVIATI NELL’AGOSTO DE 2008 DALL’ALLORA AMBASCIATORE USA IN ITALIA RONALD SPOGLI AL VICE PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI DICK CHENEY – 3- “FORZA STABILIZZATRICE PER IL GOVERNO E IL SISTEMA, ANCHE QUANDO CIÒ LO RENDE ’IMPOPOLARE’ NEL CENTROSINISTRA, NAPOLITANO SI È RIFIUTATO DI INCONTRARE IL PRIMO MINISTRO BIELORUSSO LUKASCHENKO E I PRESIDENTE IRANIANO AHMADINEJAD E HA COLLOCATO L’ITALIA NEL RUOLO DI ’MIGLIOR AMICO DI ISRAELE IN EUROPA” –

“L’amico Giorgio”. E’ cosi’ che la diplomazia Usa vede e considera il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E cosi’ la pensano anche a Washington. Una stima che si e consolidata nel tempo, gradualmente, gia’ all’indomani del primo viaggio in Usa di un giovane Napolitano dirigente del Pci, il primo ad ottenere il visto di ingresso, invitato da alcune tra le piu’ prestigiose Universita’ americane per un ciclo di incontri e conferenze.

Una stima ed un rispetto che sono emersi in tutta la loro evidenza nei ‘cable’ diffusi da Wikileaks e inviati nell’agosto de 2008 dall’allora ambasciatore Usa in Italia Ronald Spogli al vice presidente degli Stati Uniti Dick Cheney in occasione di una sua visita a Roma. Napolitano, scrive il diplomatico americano, “continua ad esercitare la sua autorita’ con coscienza e ad essere una forza stabilizzatrice per il governo e il sistema, anche quando cio’ lo rende ‘impopolare’ nel centrosinistra”.

Nel 2009 Spogli cede il suo posto nella Citta’ eterna a David Thorne. Barack Obama e’ alla Casa Bianca da appena nove mesi, ma i giudizio sul presidente della Repubblica italiano non cambia: “s capisce chiaramente perche’ il presidente Napolitano e’ cosi’ tanto considerato nella politica italiana. E’ serio, un intellettuale, un’eminenza grigia. Un punto di riferimento morale nell’arena politica spesso frastagliata”. Insomma, “l’amico Giorgio” e’ un importante punto di riferimento per la diplomazia americana e per i vertic dell’Amministrazione Usa.

Ancora conferme di giudizi positivi sull’inquilino del Colle in altri dispacci delle feluche da Roma a Washington. Questa volta, siamo nel giugno 2009, proprio alla vigilia del summit tra Grandi della terra, e’ la numero due dell’ambasciata Usa a Roma Elizabeth Dibble, che scrive direttamente a Obama, in vista di un ncontro con il capo dello Stato italiano: “Napolitano -scrive la diplomatica americana- e’ sostanzialmente rispettato dai partiti d tutto lo spettro politico e la sua reputazione si e’ rafforzata per come ha gestito la crisi dell’ultimo governo Prodi” Anche il passato sotto il simbolo di falce e martello non e piu’ (da tempo) un problema.

Anche perche’, dopo la caduta de fascismo, “ha lavorato per le Forze Alleate”, imparando, tra l’altro,”un eccellente inglese”. Dibble definisce Napolitano “un moderato”,”europeista” e con “un forte legame Transatlantico” Napolitano, ricorda Dibble a Washington, “e’ stato il primo parlamentare del Pci ad essere ricevuto dall’Ambasciata degli Stat Uniti’. Inoltre, “vive il suo ruolo al di sopra delle parti ed e’ un garante della Costituzione”. Solo “occasionalmente” entra nella “mischia politica” e solo per ‘elevare il livello della discussione’.

Dai ‘cables’ diffusi da Wikileaks sull’asse Roma-Washington, emergono altri giudizi lusinghieri per il capo dello Stato. Come quelli sulla sua politica economica ed estera: ‘si e rifiutato di incontrare il primo ministro bielorusso Lukaschenko e i presidente iraniano Ahmadinejad’ e, al tempo stesso, ha collocato’Italia nel ruolo di ‘miglior amico di Israele in Europa’. I diplomatici Usa non mancano nemmeno di sottolineare la grande considerazione del presidente della Repubblica per Barack Obama che”ha ricostruito l’immagine americana danneggiata in seguito alle scelte prese dopo l’11 settembre”

da Adnkronos via Dagospia.com

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